Germogli Urbani è un progetto che nasce dal desiderio di portare la psicologia fuori dai luoghi convenzionali, per renderla accessibile, viva e parte della quotidianità. Un gruppo di giovani psicologhe e psicologi in formazione presso la scuola SIPRe (Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione) si è unito per abitare parchi, giardini e spazi urbani come luoghi possibili d’incontro e ascolto.

In questa pagina trovate le voci e i pensieri di chi ha scelto di far parte del progetto: ognuno risponde alle stesse tre domande — Cosa ti muove a stare nel progetto?, Come ti piace lavorare con le persone?, Chi sei? — per raccontare il proprio modo di esserci, di incontrare e di ascoltare.

 

Sara De Giacomi

Psicoterapeuta in formazione presso SIPRe
Psicoanalisi della Relazione

Sara De Giacomi

Cosa ti muove a stare nel progetto Germogli Urbani?
Ho incontrato il progetto Germogli Urbani nel mio percorso di formazione, mi ha subito colpito l’umanità del progetto, un’idea semplice ma con un forte impatto e che tenta a modo suo di ripartire dal cuore di ciò che consideriamo psicoterapia. Credo che l’unicità dell’incontro con un terapeuta non sia dettata dall’ambiente esterno ma dalla qualità del nostro ascolto e dalla curiosità di conoscere e comprendere l’altro. Ho inoltre trovato ad accogliermi un gruppo stimolante, che desidera mettersi in gioco e confrontarsi liberamente su temi che da sempre mi appassionano.

Come ti piace lavorare con le persone?
Il mio lavoro si basa sull’accoglienza dell’essere umano in tutte le sue sfaccettature, unicità e contraddizioni. Credo che la terapia possa sostenere il paziente in modo che non si senta schiacciato dalla sofferenza e trovi nuovi modi di maneggiarla e appropriarsene. Nell’incontro con l’altro metto a disposizione il mio sguardo e le mie competenze per aiutarlo a comprendere cosa sta succedendo e trovare assieme nuovi possibili modi di muoversi all’interno di una vita che continua ad accadere.

Sara Dozzini

Psicoterapeuta in formazione presso SIPRe
Psicoanalisi della Relazione

Sara Dozzini

Cosa ti muove a stare nel progetto Germogli Urbani?Ho scelto di collaborare con Psicologo al Parco perché considero la possibilità di un incontro all’aperto, in un luogo informale e familiare alla quotidianità di paziente e psicologo, in un contesto sociale, l’occasione per pensare al supporto psicologico come a una risorsa disponibile e possibile in qualsiasi situazione della vita, quando se ne sente il bisogno, senza ritenerlo inaccessibile e un po’ misterioso. Incontrarsi all’aperto consente forse anche di dare ancora più valore alla qualità dell’incontro, senza la mediazione di un luogo o di un ruolo.
Come ti piace lavorare con le persone?
Considero il percorso terapeutico come un procedere insieme tra paziente e terapeuta che interagiscono tra loro per come sono. Le competenze e le conoscenze di professionista agiscono sullo sfondo, rispetto alla mia presenza come essere umano. Cerco di affiancarmi al paziente per favorire uno spazio in cui possa cogliersi per ciò che è, con sempre maggiore comprensione e consapevolezza, mentre affronta le vicissitudini della sua vita che si sviluppa in tutta la sua unicità e complessità. Non perseguendo così un cambiamento, ma favorendo la possibilità di un ampliamento di prospettive e l’arricchimento delle proprie possibili soluzioni.

Lisa Fontanella

Psicoterapeuta in formazione presso SIPRe
Psicoanalisi della Relazione

Lisa Fontanella

Cosa ti muove a stare nel progetto Germogli Urbani?
Credo nella possibilità di rendere la relazione terapeutica raggiungibile e visibile. Il progetto Germogli Urbani porta la psicologia fuori dalla stanza, in uno spazio aperto, concreto, dove le persone possono incontrare uno sguardo accogliente senza il peso dell’aspettativa o del ruolo. Mi coinvolge l’idea di un ascolto che nasce in luoghi vissuti, familiari, dove l’esperienza terapeutica può mostrarsi più flessibile, meno rigida, e più umana. Far parte di questo progetto significa anche condividere un modo di intendere la cura insieme a colleghi che, come me, credono che il benessere mentale sia un diritto accessibile e non un privilegio.

Come ti piace lavorare con le persone?
Penso alla terapia come ad un incontro tra due soggetti che si riconoscono nella loro complessità. L’altro è l’altro, io sono io — ed in questo spazio tra due vite si può aprire un dialogo autentico. L’obiettivo per me non è “aggiustare” qualcuno, ma esserci per la persona e la sua sofferenza, esplorando insieme un orizzonte partecipato, che possa accogliere il cambiamento, il dubbio, la scoperta.

Benedetta Lucchesi

Psicoterapeuta in formazione presso SIPRe
Psicoanalisi della Relazione

Benedetta Lucchesi

Cosa ti muove a stare nel progetto Germogli Urbani?
La scelta di collaborare all’interno del progetto Psicologo al Parco nasce dalla curiosità di sperimentarsi in un setting alternativo a quello tradizionale dello studio. Credo profondamente che non sia il contesto a determinare la qualità dell’incontro, bensì la relazione che si crea tra i soggetti coinvolti. Ritengo inoltre che questo progetto rappresenti un’opportunità preziosa per rendere la psicologia più accessibile, offrendo alle persone la possibilità di avvicinarsi e sperimentare il valore di un supporto psicologico vissuto come una risorsa fruibile a tutti.

Come ti piace lavorare con le persone?
Intendo il processo terapeutico come un incontro tra due individui, ognuno con la propria soggettività e complessità del mondo interno. In questo spazio condiviso, il ruolo del terapeuta è quello di accompagnare la persona in un viaggio di scoperta e conoscenza di sé.

Stefano Magoni

Psicoterapeuta in formazione presso SIPRe
Psicoanalisi della Relazione

Stefano Magoni

Cosa ti muove a stare nel progetto Germogli Urbani?
Mi sono avvicinato a Germogli Urbani per la possibilità di prendere parte ad un’iniziativa sociale che condivide un punto di vista: l’occasione che offre l’incontro tra due persone non è racchiusa nei luoghi, tempi o modalità del ritrovarsi ma dal potersi concedere di esserci autenticamente nello spazio della relazione. Condivido lo spirito dell’iniziativa, l’idea che ci si possa raggiungere a metà strada, aprendosi alle possibilità che questo comporta.

Come ti piace lavorare con le persone?
Mi piace lavorare con le persone e mi piace l’idea di capire insieme a chi ho davanti come poter stare dentro lo spazio dell’incontro per renderlo un’opportunità di entrare in contatto con il proprio esserci nella vita. Lavoro nella direzione di poter ricercare accanto alle persone l’occasione di aprire nuove vie per poter abitare in maniera serena la propria esistenza, orientandosi a partire da chi si è, in modo unico e irripetibile.

Anna Mozzoni

Psicoterapeuta in formazione presso SIPRe
Psicoanalisi della Relazione

Anna Mozzoni

⁠Cosa mi muove a stare nel progetto Germogli Urbani?
Credo profondamente nella possibilità di creare uno spazio di ascolto che si sviluppi al di fuori della classica stanza di analisi. Non penso sia il luogo in sé a determinare la qualità del lavoro terapeutico, quanto piuttosto il mettersi in gioco in un’esperienza condivisa, flessibile e libera dai consueti pregiudizi legati alla psicoterapia. Inoltre, per me aderire al progetto significa entrare a far parte di un’équipe di colleghi con cui mi trovo in sintonia per il modo di pensare all’individuo e al processo terapeutico. 

Come mi piace lavorare con le persone?
Attribuisco valore a ciò che accade nel corso dell’incontro, prestando attenzione sia all’esperienza condivisa sia alle mie reazioni emotive, che divengono poi oggetto di riflessione e risorsa nella comprensione della relazione terapeutica. Credo nella potenza dell’incontro terapeutico come occasione per accogliere ogni vissuto nella sua complessità, e nella possibilità di metterci mano insieme, a partire da ciò che si è, in modo autentico e creativo.

Clara Niccoli

Psicoterapeuta in formazione presso SIPRe
Psicoanalisi della Relazione

Clara Niccoli

Cosa mi muove a stare nel progetto Germogli Urbani?
Credo che la terapia parta dall’incontro tra due persone, che scelgono di lavorare insieme su questioni importanti per chi fa domanda di un percorso psicologico. Per me Germogli Urbani è la possibilità di occuparsi di queste questioni nei luoghi dove la vita accade, rendendo evidente quanto il processo terapeutico avvenga in realtà dentro di noi, ogni giorno, oltre i confini dello studio.
Inoltre sono contenta di avere l’opportunità di confrontarmi con un gruppo di colleghi che porta avanti con impegno e dedizione una visione comune sulla terapia.

Come mi piace lavorare con le persone?
L’obiettivo del mio lavoro è costruire insieme una nuova conoscenza di sé, esplorando insieme le proprie emozioni, le relazioni con gli altri e il modo di reagire agli eventi della vita. Offro uno spazio accogliente dove potersi sentire ascoltati, e ci si possa mettere in discussione nel confronto, senza giudizio.
Credo che non esistano modi predefiniti per vivere bene la propria vita, l’importante è che ognuno trovi i propri, e la terapia può essere un’occasione per esplorarli.

Silvia Recchione

Psicoterapeuta in formazione presso SIPRe
Psicoanalisi della Relazione

Silvia Recchione

Cosa mi muove a stare nel progetto Germogli Urbani?
Il progetto Germogli Urbani rappresenta per me un’opportunità unica di portare la psicoterapia fuori dagli spazi convenzionali, creando ambienti aperti e inclusivi per quelle persone che si sentiranno libere di esprimersi in questo tipo di contesto.
Credo che il valore terapeutico non risieda tanto nelle caratteristiche fisiche del luogo, ma nella possibilità di incontrarsi autenticamente, in un contesto che favorisca l’ascolto e la riflessione condivisa.

Come mi piace lavorare con le persone?
Considero la sofferenza come un’opportunità di trasformazione e crescita, e non come un elemento da eliminare. Pongo uno sguardo profondamente umano e intersoggettivo sul processo terapeutico.
Non penso alla terapia come a un intervento “sul” paziente, ma come a un percorso condiviso, che nasce e si costruisce nella relazione tra due soggettività che si incontrano.
Nel mio lavoro, non cerco una verità oggettiva da “scoprire”, ma mi interesso alle verità che emergono nel dialogo, nelle risonanze emotive e nei significati che si costruiscono insieme nel qui-e-ora della relazione.

Alessia Saltori

Psicoterapeuta in formazione presso SIPRe
Psicoanalisi della Relazione

Alessia Saltori

Cosa ti muove a stare nel progetto Germogli Urbani?
Ritengo che la qualità del lavoro terapeutico non dipenda dal luogo in cui si svolge, ma dalla capacità di creare un’esperienza condivisa, flessibile e libera dai pregiudizi spesso legati all’idea di psicoterapia. Questo progetto offre l’opportunità di rendere la cura più accessibile e vicina alle persone, e parteciparvi rappresenta per me un’occasione importante per esplorare nuovi modi di accesso alla terapia e crescere come professionista, per sperimentarmi uscendo dalla “stanza d’analisi” classica. Inoltre mi dà l’opportunità di lavorare con un gruppo di colleghi giovani con cui si condivide un’idea di soggetto e di cura che rispetta l’unicità di ogni persona.

Come ti piace lavorare con le persone?
Nel mio lavoro cerco di offrire uno spazio in cui la persona si possa esplorare, scoprire e comprendere in quello che sta vivendo, rispettando la sua unicità e complessità. L’incontro diventa così uno spazio unico in cui osservare con curiosità e apertura ciò che si presenta, senza forzare direzioni specifiche, ma rispettando i ritmi e i bisogni di ciascuno.

Morgana Scandura

Psicoterapeuta in formazione presso SIPRe
Psicoanalisi della Relazione

Morgana Scandura

Cosa ti muove a stare nel progetto Germogli Urbani?
Credo che Germogli Urbani rappresenti un’opportunità preziosa per dare vita a uno spazio di ascolto che superi i confini tradizionali del setting terapeutico. Mi interessa creare un incontro autentico, che si liberi da pregiudizi e rigidità spesso associate alla psicoterapia classica, per accogliere invece la creatività sia nella tecnica che nei contesti in cui il lavoro si svolge. Partecipare a questo progetto significa per me entrare a far parte di un’équipe di colleghi giovani, con cui condivido una visione comune del lavoro terapeutico e del modo in cui guardare alla soggettività della persona.

Come ti piace lavorare con le persone?
Ogni persona è unica e portatrice di una storia irripetibile. Per questo, attribuisco grande valore all’incontro terapeutico, cercando di accogliere ciò che emerge senza giudizi o preconcetti. Credo che offrire uno spazio sicuro in cui ciascuno possa esprimere liberamente ciò che sente e pensa sia la cosa più importante per costruire una buona relazione di cura. Attraverso questa condivisione, l’esperienza può trasformarsi in uno strumento di riflessione e crescita, diventando una risorsa all’interno della relazione terapeutica.

Veronica Pirola

Psicoterapeuta in formazione presso SIPRe
Psicoanalisi della Relazione

Veronica Pirola

Cosa ti muove a stare nel progetto Germogli Urbani?
Credo sia un’occasione per creare uno spazio di conoscenza e ascolto, libero e accessibile. Un contesto in cui ogni pensiero, dubbio, domanda o fatica possa essere condiviso e accolto in un incontro che si intreccia con la vita di tutti i giorni, senza vincoli né strutture predefinite. Un’esperienza che si nutre di presenza e semplicità.

Come ti piace lavorare con le persone?
Mi piace pormi accanto alle persone e alle loro storie di vita per favorire un contatto attivo e creativo con il proprio modo di essere. Credo nel valore di ciò che accade nel momento dell’incontro per coltivare insieme uno spazio vivo, in cui ci si possa conoscere e riconoscere, promuovendo al tempo stesso la possibilità di allargare lo sguardo su di sé.

Valentina Uggè

Psicoterapeuta in formazione presso SIPRe
Psicoanalisi della Relazione

Valentina Uggè

Cosa ti muove a stare nel progetto Germogli Urbani?
Sono entrata a far parte di questo progetto ascoltando il mio desiderio di portare la psicoterapia a chi non ci ha mai pensato o non ha mai potuto permetterselo. Germogli Urbani, per me, è un gesto politico e relazionale: un modo per abitare gli spazi della città con una presenza diversa, capace di ascoltare, sostare, seminare.

Come ti piace lavorare con le persone?
Mi interessa costruire insieme uno spazio in cui potersi riconoscere, dare voce a ciò che si muove dentro e trovare nuove possibilità di senso. Lavoro accogliendo l’incertezza con la curiosità di osservare e dare senso a quello che spesso resta ai margini.